2012, anno record per le catastrofi climatiche

 

E’ sempre più salato il prezzo che si paga alle catastrofi naturali: il 2011 è stato l’anno record, con danni per 380 miliardi di dollari e 27 mila vittime. Lo ha annunciato la compagnia di riassicurazione Munich Re precisando che le perdite hanno superato largamente il precedente anno record ( il 2005 con 220 miliardi di dollari).

A spingere verso l’alto l’asticella dei danni sono stati due micidiali terremoti: quello in Nuova Zelanda ( 22 febbraio, 6.3 della scala Richter) e quello in Giappone (11 marzo, 9.0 della scala Richter). Questi sismi, da soli, hanno causato quasi due terzi delle vittime.

Ma Munich Re avverte: la concatenazione di fatti che ha portato a concentrare due terremoti tanto catastrofici in un unico anno ha una probabilità di ritorno valutata in mille anni; il trend complessivo degli eventi estremi tende però a salire per colpa del caos climatico.

Negli ultimi 30 anni gli eventi geofisici sono stati infatti responsabili

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solo del 10 per cento delle perdite economiche risarcite dalle compagnie assicurative nell’ambito delle catastrofi naturali. Il ruolo centrale nell’azione di devastazione è stato svolto da alluvioni, uragani, frane: tutti fenomeni collegati alle anomalie determinate dall’aumento dell’energia in gioco nell’atmosfera.

Già in precedenti rapporti, Munich Re aveva misurato la straordinaria crescita dei danni che si era registrata negli anni Novanta con 536 miliardi di dollari nel decennio rispetto ai 69 miliardi degli anni Sessanta: un incremento di quasi otto volte. E. come ricorda Lester Brown in Piano B 3, delle 58 catastrofi naturali con almeno un miliardo di dollari di perdite assicurate registrate sino al 2006, 3 sono stati terremoti, le altre 55 sono state legate a eventi meteo, tempeste, allagamenti, uragani, incendi boschivi.

Naturalmente l’impennata dei danni non può essere collegata esclusivamente all’aumento del numero dei fenomeni estremi e della loro intensità. Va conteggiato anche l’effetto prodotto dalla progressiva antropizzazione delle aree colpite: la presenza di un numero maggiore di infrastrutture, case, fabbriche contribuisce all’aggravarsi del bilancio. Tuttavia l’allarme dell’Ipcc, la task force di scienziati delle Nazioni Unite, è netto: alla crescita dei gas serra corrisponde un aumento degli eventi meteo estremi. Le cronache confermano.

 

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