Clima: da tre anni emissioni stabili. Il contributo di efficienza e rinnovabili

 

Tra il 2014 e il 2016, emissioni del comparto energia ferme a
32,1 gigatonnellate di CO2. Meriti da dividere tra politiche per efficientamento e diversificazione delle fonti. Le scelte di Cina e Usa.

Un dato confortante per il futuro del pianeta: per il terzo anno consecutivo le emissioni di CO2 sono rimaste stazionarie a quota 32,1 gigatonnellate, nonostante la crescita dell’economia globale. Merito soprattutto delle performance di Stati Uniti e Cina. Un risultato al tempo stesso straordinario e insufficiente: straordinario perché dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che una low carbon economy può essere sinonimo di crescita; insufficiente perché bisogna fare molto di più se vogliamo scongiurare gli scenari più catastrofici di riscaldamento globale. Un nuovo approfondimento di RES Magazine prova a indagare le ragioni di questo risultato, grazie, soprattutto, al contributo di esperti della International Energy Agency.

Oltre a una generale transizione verso una economia dominata dai servizi, quindi da settori produttivi che richiedono un livello minore di consumi energetici, un ruolo determinante è stato ricoperto dalle politiche per l’efficienza e da una maggiore diversificazione di fonti di energia, con le rinnovabili che si stanno ritagliando una presenza sempre più significativa.

A livello globale, il decoupling tra crescita economica e andamento delle emissioni è accompagnato da un trend simile nel rapporto tra espansione dell’economia globale e consumi energetici. Una tendenza evidenziata dall’andamento dell’intensità energetica, ovvero il rapporto tra consumi di energia e PIL. “Negli anni 2014-2015 – spiega Laura Cozzi, Deputy Head al Directorate for Global Energy Economics dell’Agenzia internazionale per l’energia – l’intensità energetica globale è scesa di circa l’1,7% anno e nel 2016 quasi del 2%”. Stando ai dati attualmente disponibili si può affermare che “per il 2015 la stabilizzazione delle emissioni è stata dovuta per due terzi alla efficienza energetica e per un terzo al cambiamento nell’offerta energetica, quindi più rinnovabili, nucleare ecc”.

Le rinnovabili sono l’altra componente fondamentale nello scenario che vede la crescita della concentrazione di CO2 fermarsi a 450 parti per milione: “Nel 2015 – aggiunge Paolo Frankl, responsabile delle fonti rinnovabili per l’International Energy Agency – per la prima volta, nelle nuove centrali installate, le rinnovabili hanno sorpassato il carbone in termini di capacità, non di generazione. Inoltre dai dati recentemente resi noti da Irena, risulta che nel 2016 sono stati installati 161 GW di rinnovabili, un nuovo record: la capacità totale sarebbe cresciuta quasi del 9% rispetto all’anno precedente”.

Promosso dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), RES Magazine è un punto di riferimento per informare cittadini, tecnici e operatori circa i risultati della Ricerca di Sistema (RdS) finanziata mediante il pagamento in bolletta della componente tariffaria A5.
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