Campagna #UnSaccoGiusto

Campagna #UnSaccoGiusto

Cosa si nasconde dietro un banale sacchetto?

A volte dietro un sacchetto come quelli che distrattamente prendiamo alla cassa di un supermercato si celano storie che non immaginiamo. Come, ad esempio, un giro d’affari illegale, un vero e proprio racket che, purtroppo, in Campania ha fatto vittime tra coloro che hanno provato ad opporsi.

Silverback è al fianco di Legambiente per promuovere #UnSaccoGiusto, campagna di sensibilizzazione sul tema degli shopper compostabili, quelli veri, fatti in materiale biodegradabile. Non quelli finti, che la camorra punta ad imporre nei mercati locali.

Un campagna social con un testimonial d’eccezione: Fortunato Cerlino, il volto di Don Pietro Savastano, il boss della serie Gomorra, che ha prestato la sua immagine per un corto di denuncia su questo nuovo business della criminalità organizzata.

Silverback in collaborazione con Legambiente, ha ideato la campagna e ne cura l’ufficio stampa, i social media e le media partnership con Sky e il circuito di sale cinematografiche Movie media.

Rassegna stampa (principali ritagli stampa e passsaggi audio/video)

Il cattivo di Gomorra testimonial del bene. Aldo Grasso sulla prima pagina del Corriere della Sera (12 gugno 2016)

Gomorra ha messo le mani anche sui sacchetti di plastica. Pubblicato su La Stampa (10 giugno 2016)

Una coop e uno spot per le buste anticamorra. Pubblicato su Avvenire (10 giugno 2016)

Il “sacco giusto”, lo spot con Savastano di Gomorra. Pubblicato su Il Mattino (10 giugno 2016)

Il mercato illegale delle buste di plastica. Servizio di RaiNews (9 giugno 2016)

Servizio di La7 all’interno del talk show Coffe Break (dal minuto 53’10”, puntata dell’11 giugno 2016)

Le mani della camorra sulle buste. Metà sono «bio» solo nel nome. Leggi su Corriere.it

Le mani della camorra sugli shopper. ”Con i falsi bio truffa da 160 milioni”. Leggi su Repubblica.it

Plastica & camorra: uno spot contro il racket dei sacchetti illegali. Leggi su FamigliaCristiana.it

Bioshopper illegali, business eco-criminale da 40mila tonnellate. Leggi su Ansa.it

 

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