Convegno Internazionale

Convegno Internazionale

Abbiamo curato l’ufficio stampa del convegno internazionale Crimini ambientali: verso una giustizia globale che si è tenuto a Venezia lo scorso 21 giugno 2013.
Abbiamo elaborato, oltre agli inviti e ai comunicati stampa, anche il dossier ambientale sui 12 hot spot dell’ecocidio.

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LA “SPORCA DOZZINA”:
12 CRIMINI IMPUNITI CONTRO L’AMBIENTE
“I REATI AMBIENTALI SONO CRIMINI CONTRO UMANITA’.
SERVE LEGISLAZIONE ADEGUATA”

Venezia, 21 giugno 2013 – Trecentocinquantamila abitanti delle Maldive  che si preparano a emigrare a causa del cambiamento climatico; un’estensione pari a 300 campi di calcio di foresta tropicale distrutta ogni ora in Indonesia dalla multinazionale della carta APP; soli 500 euro di risarcimento per una vita strappata dall’esplosione della fabbrica di pesticidi Union Carbide di Bhopal. Sono questi alcuni esempi tratti dalla “sporca dozzina”, dodici storie esemplari, fra le centinaia di esempi possibili, scelte dalla Fondazione SEJF, (Supranational Environmental Justice Foundation) per rendere evidente come molte delle più gravi sciagure ambientali che hanno devastato o stanno ancora devastando il Pianeta, in presenza di una legislazione internazionale più efficace, potevano essere del tutto evitate oppure – in altri casi – risarcite in modo adeguato al danno provocato, con i colpevoli assicurati alla giustizia.

I dodici hotspot dell’ecocidio sono stati presentati oggi nel corso del convegno internazionale “Ambiente e salute: verso una giustizia globale” che si è tenuto a Venezia, presso la Scuola Grande San Evangelista e ha visto riuniti per un’intera giornata di lavori responsabili delle istituzioni, legislatori, politici ed esperti del settore. Fra i presenti oltre a Antonino Abrami, presidente di SEJF, anche il Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel; il Ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio ZanonatoGiorgio Orsoni, Sindaco di Venezia; il vicepresidente del Tribunale internazionale dell’Aja Cuno Tarfusser e  Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale Permanente dei Popoli, assieme a numerosi magistrati e giuristi provenienti da aree del mondo colpite da danni ambientali e sanitari che necessitano dell’intervento di una Corte di Giustizia Internazionale.

È proprio partendo da casi emblematici come quelli presentati oggi che da alcuni anni la Fondazione SEJF – Supranational Environmental Justice Foundation - sta portando avanti un complesso lavoro legislativo e diplomatico per raggiungere due fondamentali obiettivi. Il primo, estendere le competenze della Corte Penale Internazionale dell’Aja ai più gravi reati ambientali così da poterli giudicare quali crimini contro l’umanità; il secondo, istituire il Tribunale Penale Europeo dell’Ambiente, in modo da rendere omogeneo il contrasto dei crimini e l’applicazione delle pene sul territorio europeo e, soprattutto, rendere possibile l’applicazione delle sanzioni.

“L’elenco degli hot spot non è che una tappa del percorso che vuole portare a redigere un vero e proprio Atlante dell’ecocidio su scala planetaria e soprattutto alla creazione di strumenti che intervengano laddove gli Stati nazionali sono conniventi con le ragioni degli inquinatori, perché troppo deboli o ricattabili”, spiega Antonino Abrami, presidente di SEJF. “Serve, insomma, un Tribunale internazionale contro i crimini ambientali e strumenti di governance ambientale che favoriscano, in primo luogo, chi non bara: le industrie della green economy e quelle che sono in viaggio verso una reale sostenibilità ecologica e sociale”.

Del resto la necessità di un diritto più stringente rispetto ai crimini ambientali emerge anche molto chiaramente nella dichiarazione finale dell’ultimo summit dell’ONU Rio+20, dove si legge che il “diritto ambientale è essenziale per la tutela delle risorse naturali e degli ecosistemi e che il contenzioso in materia ambientale spesso trascende le giurisdizioni nazionali. Emerge perciò l’esigenza di sistemi internazionali per il giudizio e la risoluzione delle controversie”.

“La giornata di oggi”, conclude Abrami, “è propedeutica per una riforma che appare sempre più urgente e che è ormai nella coscienza dei popoli, ancor prima che nelle scelte politiche delle Istituzioni. Per risolvere la ‘questione ambiente’, che è al centro della politica della sostenibilità, è necessario prima di tutto considerare l’aspetto della responsabilità di chi l’ambiente lo distrugge o lo danneggia. Un’emergenza che si scontra con l’inadeguatezza dell’attuale sistema giurisdizionale. Nonostante gli importanti passi in avanti compiuti con la direttiva europea del 2008, serve uno scatto ulteriore per garantire a livello europeo un sistema sanzionatorio uniforme e a livello mondiale un riconoscimento del Disastro ambientale intenzionale come crimine contro l’umanità e, soprattutto, la possibilità dell’applicazione concreta  della pena”.

Ma la giornata organizzata da SEJF mette in luce anche le possibili soluzioni, soprattutto per la prevenzionedell’inquinamento. Nella seconda parte del convegno internazionale si parla infatti delle “Nuove tecnologie per l’ambiente, l’energia e lo sviluppo sostenibile”. In questa sessione viene presentato tra gli altri un progetto proposto dalla  Finaxo Environment al Comune di Venezia e al Comune di Schio per la mobilità sostenibile (via terra e via mare), attraverso la produzione di aria compressa da rifiuti.

SEJF
La Fondazione SEJF (Supranational Environmental Justice Foundation) è un’associazione riconosciuta dal Governo italiano, con sede a Venezia. Nasce per difendere gli ecosistemi minacciati da forme sempre più transazionali di inquinamento. Soci  fondatori della Sejf sono tra gli altri Antonino Abrami, Magistrato di Corte di Cassazione; Paolo Maddalena, Vice presidente Emerito della Corte Costituzionale;  Jo Leinen, europarlamentare; Freddy Paul Grunert, Vice Presidente del Cetri (Centro per la Terza Rivoluzione Industriale), Paul Garlick, Membro del Gruppo di esperti UE delle politiche di diritto penali, Marie Odile Bertella Geoffroy, Vice Presidente del Tribunal de grande instance di Parigi, Luca Caruti, imprenditore.

 

 

Ufficio stampa
Francesca Biffi
Silverback – Greening the Communication
f.biffi@silverback.it, mobile +39 333 2164430

 

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