Ogni Tiny Forest nasce dallo studio delle caratteristiche ecologiche e climatiche dell’area di intervento. Le specie arboree e arbustive vengono selezionate in base alle condizioni del sito e alla regione bioclimatica di riferimento, privilegiando genotipi locali e piante provenienti dai vivai dei territori coinvolti.
Abbiamo seguito il progetto nelle diverse fasi, dal confronto con le amministrazioni e i soggetti locali alla progettazione e alla realizzazione degli impianti. Il lavoro prosegue attraverso il monitoraggio delle piantumazioni e la raccolta di dati sull’adattamento e sulla resistenza delle specie, sui benefici ecosistemici e sulla replicabilità del modello, nell’ambito dell’attività di ricerca sviluppata con Sapienza Università di Roma.
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La rete conta oggi nove Tiny Forest: tre a Roma e una rispettivamente a Lusciano, Lodi, Sarcedo, Teramo, in Sicilia e in Sardegna. Impianti distribuiti in contesti climatici e territoriali differenti, che permettono di osservare nel tempo il comportamento delle comunità vegetali e di valutare il potenziale delle micro-foreste come strumento di riforestazione urbana.
Ogni intervento è insieme un progetto di rigenerazione e un caso di ricerca applicata. Le Tiny Forest possono contribuire a migliorare le condizioni microclimatiche, aumentare la biodiversità, offrire habitat a insetti, uccelli e piccoli mammiferi, assorbire CO₂ e rafforzare la resilienza delle città di fronte alle ondate di calore e agli eventi meteorologici estremi.
Il risultato è una rete di piccoli ecosistemi progettati per crescere e diventare autonomi in tempi compatibili con le necessità della transizione climatica urbana: un modello scientificamente fondato, misurabile e replicabile, capace di trasformare superfici ridotte in nuove infrastrutture verdi.